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Appuntamento il giorno Sabato 1 Luglio 2017 presso Viale Colombo di fronte al numero civico 237 (Ingresso del Parco) alle 18,00 per la sottoscrizione.
PARTENZA ALLE 18.30 in punto. Durata circa H. 02.00.

In questa escursione ci addentreremo nel sentiero delle Saline da dove potremo osservare i fenicotteri rosa ed altre specie animali. Parleremo di come nei secoli si sia svolto il duro lavoro dei salinieri. Visiteremo l' impianto di salinificazione spiegando le tecniche che sino al 1985 hanno consentito di produrre sale e prodotti derivati. Nella nostra camminata ci affacceremo anche nello stagno di Molentargius (la parte che costeggia Viale Colombo) da cui sarà possibile osservare da vicino i fenicotteri rosa.

Per gli appassionati di fotografia una occasione unica per immortalare questi fantastici animali coadiuvati da un fotografo professionale, oltre che visitare un pezzo di storia industriale di Cagliari e della Sardegna.

Costo dell' escursione 6€ comprensivo di tessera annuale
NECESSARIA LA PRENOTAZIONE ATTRAVERSO I SEGUENTI CANALI:
Associazione I Love Sardinia.
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II percorso del sale Storia della salina di Stato di Cagliari dal 1920 al 2006.

 

Sin dai tempi remoti l’acqua del mare ha fornito all’uomo il prezioso sale marino, chimicamente definito cloruro di sodio,NaCl. Infatti l’acqua di mare contiene generalmente il 36% di tale sale oltre a diversi altri composti in quantità minore. Per la formazione del sale marino occorre che le acque del mare possano evaporare in stagni o lagune naturali di basso spessore e con fondo argilloso. Queste sono state spesso modificate e razionalizzate in strutture artificiali, le saline, che favoriscono la circolazione delle acque, la loro evaporazione in caselle evaporanti e successivamente la precipitazione del sale nelle caselle salanti, allorché la densità delle acque raggiunge determinati valori. I processi sono alimentati dalle alte temperature, dai venti dominanti e dalla scarsità di piogge, tipici dei climi caldo-aridi. È necessario poi che il sale venga raccolto, trasportato e lavorato per il consumo nei vari settori alimentare, artigianale ed industriale.  In certi periodi storici si è anche proceduto alla estrazione e lavorazione di altri composti chimici contenuti nelle cosiddette acque madri, quelle residue dopo la separazione del cloruro di sodio.

suddivisione_saline

LA SALINA DI CAGLIARI: ORIGINE E STRUTTURA: La Salina di Cagliari nasce da condizioni naturali estremamente favorevoli, cioè la formazione di lagune costiere in seguito alla grande trasgressione marina (18000-6000 anni fa) per la quale si formarono due cordoni litoranei, Poetto e IsArenas,separati da un depressione, occupata dalle Saline, mentresul retro di Is Arenas una seconda depressione alberga oggi lo stagno di Molentargius.

L’impianto delle saline come oggi le conosciamo viene progettato ed eseguito a partire dal 1830 dai Piemontesi secondo logiche puramente commerciali: aumentare la produttività delle Saline.
Nel corso dei secoli la salina ha subito notevoli cambiamenti e ampliamenti, anche dopo il 1985 (anno in cui cessa la produzione del sale).

Le Saline di Cagliari, sfruttate dai tempi dei Fenici, sono state coltivate sino agli anni ‘80 con alterne vicende e successive costruzioni artificiali che hanno trasformato le primitive lagune nella Salina di Stato,caratterizzata da alta produttività e di conseguente grande valore economico. La Salina di Stato presenta un impianto strutturale che risale agli anni ’70, anche oggi chiaramente individuabile. Essa consta di bacini evaporanti, stagno di Molentargius e bacini della spiaggiaaest, bacini salanti a ovest suddivisi in quattro sezioni: Boccarius, Rollone, Stagno di mezzo e Palamontis. Mentre nei bacini evaporanti avveniva l’evaporazione dell’acqua, in quelli salanti avveniva la cristallizzazione del sale. Un terzo comparto, oggi urbanizzato, era costituito dalla Salina del Lazzaretto, posta alla confluenza del Canale della Palafitta con quello del Lazzaretto, entrambi provenienti dal vicino porto del sale.

L’acqua di mare viene prelevata da un’idrovora situata nella spiaggia del Poetto (vicino al vecchio Ospedale Marino) e convogliata lungo un lungo canale nello stagno di Molentargius (1a evaporazione). Da queste vasche l’acqua scende, per spinta naturale, attraverso un canale sino all’idrovora del Rollone che solleva l’acqua e la immette (tramite il Canale di alimentazione della Spiaggia) nei bacini della Spiaggia (2a e 3a evaporazione). Dal cul di sacco dello Stagno di Quartu (Margine Rosso) inizia il movimento delle acque da est verso le servitrici (depositi di acqua densa che veniva “servita” più volte alle caselle salanti) e al Rollone. Qui le pompe sollevavano l’acqua e, attraverso un canale alto di “servita, la immettevano nelle caselle salati in cui avviene l’ultima evaporazione e la cristallizazione del sale. Dopo la precipitazione del cloruro di sodio, le restanti acque madri vengono sollevate dal Rollone e inviate a Palamontis nei bacini di raccolta per la produzione di sali di magnesio. Infine, tramite l’idrovora di Palamontis le acque vengono convogliate nella Salina di La Palma per la lavorazione dei sali di potassio e successivamente all’impianto del Bromo (attività interrotte nel periodo post bellico). Da sottolineare che attorno agli anni ’60 la Salina di La Palma fu trasformata da salante in evaporante.

 

 

I fenicotteri rosa a Cagliari: Osservazione e nidificazione.

 

Descrizione generale

Il Fenicottero Rosa (Phoenicopterus roseus), o Fenicottero Maggiore, è alto circa 106 cm e ha un’apertura alare di circa un metro e mezzo; il piumaggio è rosa e le punte delle ali sono nere. Il collo e le zampe sono molto lunghi, i piedi sono palmati e hanno tre dita. Dispone di un grande becco a uncino con la punta nera curvata verso il basso, il cui interno è rivestito da due fila di lamelle, o setole pettine. Setole sono presenti anche sulla lingua, con lo scopo di aiutare il Fenicottero Rosa a filtrare il cibo dall’acqua.Avere il collo e le gambe lunghe aiutano il fenicottero rosa a nutrirsi in acque profonde e i suoi piedi palmati lo aiutano a stare in piedi sul fango.

Habitat

Il Fenicottero Rosa può essere trovato nelle Bahamas, le Indie Occidentali, lo Yucatan messicano, il Sud America settentrionale e le Isole Galapagos. Vive anche sulle coste degli Stati Uniti dalla Carolina al Texas, anche se è raro e non si accoppia negli Stati Uniti.

Il Fenicottero Rosa predilige le zone fangose e lagune costiere poco profonde con acqua salata.

Comportamento

I fenicotteri rosa vivono in grandi gruppi sociali che contano oltre 10 000 uccelli. Essi trascorrono la maggior parte del giorno mangiando. Quando un’area non fornisce più cibo a sufficienza, durante la notte questi uccelli migrano in un’altra posizione.

I fenicotteri rosa si spaventano facilmente e volano via se vengono disturbati. Essi sono anche molto espressivi e posseggono un buon numero di richiami diversi. Le coppie nidificanti utilizzano un richiamo di localizzazione che li aiuta a ritrovarsi l’un l’altro e un grido di allarme utilizzato per avvertire il gruppo di un pericolo.

Quando volano in grandi stormi i fenicotteri sono spesso scambiati per delle oche, questo a causa del forte suono che emettono e che ricorda molto il verso di questo animale.

I pulcini emettono richiami anche mentre sono nell’uovo, così che i loro genitori imparino a riconoscerli.

Alimentazione

Il Fenicottero Rosa usa i suoi piedi per rimescolare il fango, poi risucchia l’acqua attraverso il suo becco e filtra piccoli gamberi, semi, alghe blu-verdi, organismi microscopici e molluschi.

Il colore del Fenicottero Rosa è in parte determinato dalla sua alimentazione: alcuni dei cibi che mangia contengono infatti pigmenti carotenoidi. Questi pigmenti vengono ripartiti nel fegato per poi essere depositati nel piumaggio, nella pelle e nel tuorlo dell’uovo del fenicottero.

Generalmente in natura i fenicotteri hanno colori più vivaci rispetto a quelli che vivono in cattività.

Riproduzione

Il nido del Fenicottero Rosa è un’alta cupola di fango indurito con una depressione poco profonda sulla cima, tuttavia se il fango non è disponibile viene usato mucchio di pietre e detriti, foderato con erba, rametti e piume.

Il Fenicottero Rosa depone un singolo uovo che viene covato per un tempo che varia da 27 a 31 giorni. In più o meno una settimana il pulcino esce dal nido e si unisce a una specie di “asilo nido”. Sorprendentemente, il fenicottero adulto è in grado di individuare il suo pulcino tra centinaia o migliaia grazie al suo richiamo. I giovani fenicotteri diventano in grado di volare dopo 65-90 giorni, ma non raggiungono la maturità sessuale prima dei 3 anni di età.

La maggior parte degli uccelli non si accoppierà per la prima volta prima dei 5-10 anni di età.

I fenicotteri nidificano in grandi colonie. I maschi e le femmine si corteggiano a vicenda con una varietà di esibizioni che coinvolgono movimenti della testa, ali in mostra e vocalizzazioni.

Il Fenicottero Rosa può vivere per oltre 20 anni quando si trova allo stato selvaggio.

Conservazione

Il Fenicottero Rosa è protetto da una serie di legislazioni internazionali e sono in corso una serie di iniziative per la conservazione della specie. Queste includono la gestione di colonie in Francia e Spagna per aumentare il numero di siti di nidificazione idonei, nonché un programma di monitoraggio satellitare ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e la rimozione della sabbia inquinata dal piombo in un lago salato a Cipro.

Il Fenicottero Rosa si accoppia abbastanza bene in cattività e, attualmente, vengono mantenuti allevamenti in varie località.

Nella Lista Rossa 2016 della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) il Fenicottero Rosa è classificato come LC (Minor Preoccupazione).


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Si ringrazia per Il percorso del sale:

Storia della salina di Stato di Cagliari dal 1920 al 2006 Giuseppina Primavera. 

Apt Molentargius

Si ringrazia per  i fenicotteri rosa a Cagliari:

Animali Volanti l’enciclopedia online dedicata al volo.

Albanese G., Baccetti N., Magnani A., Serra L. & Zenatello M. 1997. Breeding of Greater Flamingos in Apulia, SE Italy. Alauda 65: 202-204.

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